Ricordando il card. Caffarra: “ogni bambino è qualcuno, non qualcosa”.

Oggi si sono svolti i funerali del compianto Cardinale Carlo Caffarra; insieme alle tantissime persone che hanno desiderato salutare l’Arcivescovo emerito di Bologna, le famiglie adottive e affidatarie de ‘La Pietra Scartata’ e del movimento ‘Ai.Bi. Amici dei Bambini’, grate per la sensibilità e le premure dedicate dal cardinale Caffarra a questa forma di fecondità familiare dotata di un proprio specifico carisma.

In questa occasione ricordiamo alcune delle riflessioni consegnate dal cardinale Caffarra alle famiglie nel corso della veglia di preghiera del 28 dicembre 2014; un’iniziativa, promossa dall’associazione La Pietra Scartata e dal movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini di Bologna in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale diocesana della famiglia, che aveva registrato un’ampia partecipazione e riempito la cattedrale di Bologna nell’occasione della festa della Sacra famiglia dedicata al grido dell’abbandono di migliaia di bambini.

Il cardinale aveva ringraziato tutti i presenti per la testimonianzacarnale” offerta nel presenziare alla veglia, come  “la più radicale forma di contestazione a questo modo di vedere il bambino che sta prendendo cittadinanza nella cultura occidentale”, chiarendo che “la persona non è un bene di cui posso disporre anche se, in questi tempi, sembra di poter dire che oggi il figlio più che un dono atteso, sia un diritto da programmare“.

Con il vostro gesto – aveva detto ai genitori adottivi e affidatari presenti – dite che il bambino non è qualcosa ma è qualcuno, non è in funzione della propria autorealizzazione. C’è un progetto su ogni bambino”. Nella sua riflessione il Cardinale Caffarra aveva poi ricordato come sia presente una “cultura di irriverenza verso il bambino”, che tende a rendere il figlio funzionale al proprio progetto di felicità e al proprio benessere psicologico.

Tutto si può chiedere – aveva affermato – e si è arrivati fino al punto di esaltare come conquista di civiltà il negare il diritto di un bambino ad avere un padre e una madre. …Tremano le vene perchè si afferma il diritto ad avere una persona. E a questo punto tutto diventa possibile, anche la negazione di fondamentali esigenze della persona del bambino di avere un padre e una madre. Così si riduce il bambino ad una cosa su cui sperimentare la decisione di fargli intenzionalmente mancare una delle due fondamentali esigenze della sua crescita: la relazione alla madre, la relazione al padre”.

Durante l’incontro di preghiera il diritto ad un padre e una madre era stato ribadito durante le testimonianze che avevano animato la veglia, in particolare quelle portate da due giovanissimi ragazzi: Tatiana e Marco, entrambi adottati, avevano invitato a desistere dalla fecondazione eterologa a favore di quell’atto d’amore che è l’adozione. Era invece toccato ad Annalisa e Luca, genitori adottivi, sottolineare la forza della speranza dell’accoglienza che offre l’adozione.

Oggi sembra di poter dire che il figlio, più che un dono atteso, sia un diritto da programmare” – aveva detto il cardinale Caffarra -. “Con la vostra testimonianza e con il vostro gesto dite che il bambino non è qualcosa, ma è qualcuno. Non è in funzione della propria autorealizzazione. C’è un progetto su ogni bambino che ha diritto ad avere un padre e una madre”.

Anche Dio –  aveva poi concluso il cardinale – ha mandato il suo Figlio Unigenito, nato da una donna, perché noi ricevessimo così l’adozione a figli. Ci ha adottati come figli”.

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