Cosa significa l’accoglienza del dono fecondo di un figlio non generato secondo le regole della biologia?

Si rinnova anche per il mese di Gennaio la preziosa preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie, una proposta delle famiglie della comunità La Pietra Scartata che per tale iniziativa si ritrovano il primo sabato di ogni mese coinvolgendo le proprie parrocchie, i gruppi e le comunità locali.

Con particolare riferimento alla spiritualità dell’accoglienza adottiva e affidataria, insieme a 5 intenzioni per la preghiera del Santo Rosario, viene offerto un breve commento al Vangelo proposto dalla liturgia per domenica 7 Gennaio 2018.

Il commento e le preghiere che accompagnano il brano del Vangelo di Matteo sono per il mese di Gennaio curate dai coniugi Donatella e Adalberto Pacillo del Gruppo Famiglie della Campania.

 

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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il Commento di Donatella e Adalberto

Giovanni e Gesù sono protagonisti, con ruoli e spessori diversi, di un unico disegno salvifico divino che li accomuna: sono presenti insieme nelle profezie di Isaia ed Ezechiele, sono entrambi nati per opera di concepimenti miracolosi (rispettivamente di una donna sterile inoltrata negli anni e di una giovane vergine), sono l’uno il precursore dell’altro nell’invito alla conversione dei cuori, sono uniti nella morte cruenta per aver proclamato maturo l’avvento del Regno dei Cieli.

Nel racconto di Marco assistiamo al passaggio di un testimone: Giovanni, cosciente la che sua missione è nell’annuncio della venuta imminente del Messia tra la gente, vede Gesù immergersi nelle acque del Giordano ed avverte che quell’uomo che chiede di essere da lui battezzato è il Salvatore atteso a cui Dio ha affidato il compito di redimere l’umanità; Gesù esce dalle acque consapevole che è giunto il tempo per iniziare la sua predicazione, confermato in ciò dalla voce del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

L’episodio del Battesimo di Gesù rappresenta quindi un passaggio cruciale che tiene insieme e dà continuità alle missioni di Giovanni e Gesù e questa sua specificità ci suggerisce la seguente considerazione: Elisabetta e Maria – con i rispettivi sposi Zaccaria e Giuseppe – hanno entrambe ricevuto il medesimo dono fecondo di un figlio non generato secondo le regole della biologia ma per un disegno provvidenziale di Dio che ha così voluto lasciare chiaramente visibile la sua impronta nel verificarsi di un evento tanto straordinario.

Ogni bambino atteso ed accolto da una coppia è un dono per i propri genitori siano essi biologici che adottivi.

Il brano evangelico sembra tuttavia suggerirci come il dono del figlio accolto risponda più evidentemente ad un disegno provvidenziale che unisce la vita di un bambino a quella di una coppia di sposi che gli rendono giustizia consentendogli una crescita equilibrata e capace di sviluppare i propri talenti in un’osmosi reciproca di amore e di relazioni.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.

Preghiamo perché tutti i bambini abbandonati  siano considerati come doni preziosi dalle famiglie adottive ed affidatarie che decidono di accoglierli nella loro casa.

Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.

Preghiamo perché ogni mamma sappia custodire e preservare con amore sin dal suo concepimento il bambino non cercato che porterà in grembo aiutandolo a nascere pur avvertendolo come un peso insopportabile per lei.

Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.

Preghiamo perché venga combattuta la piaga dell’abbandono con l’impegno di tutte le forze politiche, economiche e culturali unite insieme nella lotta alle diseguaglianze e nell’attenzione ai più fragili.

Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.

Preghiamo per tutti gli operatori che si prodigano nel salvare le vite dei bambini tormentati dalle guerre, dalle carestie e dalla povertà dei propri genitori.

Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.

Preghiamo perché gli uomini imparino a chiedere perdono a tutte le vittime della loro indifferenza e superficialità ed in particolare ai bambini che muoiono nei lunghi attraversamenti del deserto od in fondo al mare durante i viaggi della propria speranza.

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