Ricordare don Carlo e le sue intuizioni

A quattro anni dalla morte di don Carlo Grammatica (28 aprile 2015) – profondo ispiratore e assistente spirituale per diversi anni di Ai.Bi. Amici dei Bambini -, le famiglie del movimento e dell’Associazione La Pietra Scartata lo ricordano in diverse occasioni e in modo particolare nelle loro preghiere in famiglia.

Qui di seguito pubblichiamo di nuovo il testo di una riflessione e di una proposta con cui don Carlo tracciava e invitava, nel maggio del 2000, le famiglie adottive del movimento a dare una chiara identità al proprio servizio e alle proprie attività.

Ai.Bi. è esattamente così: un’associazione voluta spontaneamente e liberamente da alcuni cattolici per l’accoglienza ed il sostegno dei bambini in difficoltà rispetto alla famiglia. Più precisamente, Ai.Bi. è un’organizzazione nella quale i fedeli laici, interpretando le diverse situazioni culturali, professionali, sociali e politiche, agiscono in nome proprio, come cittadini guidati dalla coscienza cristiana.

Alla luce e con la forza della fede, essi operano nelle realtà temporali sotto la propria responsabilità personale o collettiva, per farle crescere secondo le prospettive di un autentico umanesimo plenario. Al n. 8 del documento “le aggregazioni laicali nella Chiesa” del 29 aprile 1993 si legge circa il diritto di aggregazione proprio dei fedeli laici: «è un diritto che si connette con la libertà associativa e trova fondamento nella natura sociale della persona umana, riconosciuto nella Chiesa in forza della condizione battesimale». Queste realtà associative sono strumenti concreti per una efficace azione dei cristiani nel mondo.

Le famiglie responsabili di Ai.Bi. possono decidere di garantire all’associazione l’ispirazione cristiana accogliendo l’esortazione di Giovanni Paolo II in Christifideles laici al n. 31 “è oltremodo opportuno che alcune associazioni, per la loro diffusione spesso nazionale o anche internazionale abbiano a ricevere un riconoscimento ufficiale (le aggregazioni laicali nella Chiesa n. 29) un’approvazione esplicita dalla competente autorità ecclesiastica”. “Condizione per il riconoscimento ufficiale della associazione privata è il previo esame degli Statuti … la loro richiesta apre lo spazio per una stabilità e chiarezza di identità che pur nel mutamento dei membri che inizialmente le hanno costituite e composte, permette loro di rimanere nel tempo e così vedere ulteriormente rinsaldata la loro unione”.

Questa opportunità aprirebbe spazi di nuovi impegni per evitare il rischio che l’ispirazione cristiana di Ai.Bi. si riduca a un’etichetta statutaria e rimanga lettera morta.

A Folgarida 1999 è stato unanimemente condiviso di fare dell’art. 4 dello Statuto il fondamento valoriale dell’Associazione per la formazione delle famiglie. A questo punto si impone un percorso atto a:

  • condurre i membri dell’aggregazione dei fedeli laici a “personalizzare” la fede ed a viverla coerentemente, giungendo ad una sempre più chiara consapevolezza della propria, esaltante ed esigente dignità cristiana … .
  • Sostenere la loro vita di comunione.

Si tratta del percorso formativo: un particolare impegno che coinvolge dirigenti e responsabili ad ogni livello; un’esigenza primaria e dovere ineludibile di ogni aggregazione (le aggregazioni laicali nella Chiesa n. 37). Così l’ispirazione cristiana non sarà soltanto alla base delle dinamiche professionali di servizio dell’Ai.Bi. ma favorirà il crescere ed il manifestarsi di uno stile di vita in coloro che amano l’associazione, perché si risolva la sensazione di solitudine, alimentata dal debole accoglimento dei valori umani e cristiani.

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