Amare ogni bambino abbandonato come se fosse nostro figlio.

Si rinnova anche per il mese di novembre la preziosa preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie, una proposta delle famiglie della comunità La Pietra Scartata che per tale iniziativa si ritrovano il primo sabato di ogni mese coinvolgendo le proprie parrocchie, i gruppi e le comunità locali.

Con particolare riferimento alla spiritualità dell’accoglienza adottiva e affidataria, insieme a 5 intenzioni per la preghiera del Santo Rosario, viene offerto un breve commento al Vangelo proposto dalla liturgia per domenica 4 novembre 2018 (Mc 12,28b-34).

Il commento e le preghiere che accompagnano il brano del Vangelo di Marco sono per il mese di novembre curate dai coniugi Carla e Luca Guerrieri del Gruppo Famiglie della regione Lazio.

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dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,28b-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come sé stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Il commento di Carla e Luca

Nel vangelo di oggi uno scriba avvicina Gesù e gli domanda come interpretare e sintetizzare la Legge di Dio. La risposta riassume, sotto angolature diverse, tutta la volontà di Dio: l’amore per Dio nella totalità del cuore e l’amore per il prossimo come se stessi.

In questo brano noi genitori adottivi e affidatari abbiamo l’occasione di compiere quello che è stato pensato da Dio padre per noi, prendendoci cura, come di noi stessi, di un prossimo speciale, ossia dei nostri figli. Questo amore ci avvicina all’incontro con Gesù bambino, abbandonato e poi risorto. Gesù mostra un’attenzione particolare ai bambini: fino alla fine dei tempi saranno i suoi rappresentati sulla terra. “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,31-40).

Ci ritroviamo increduli, presi dai nostri problemi personali e dal desiderio di genitorialità, a rispondere come i giusti: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?”.

Eppure, attraverso i bambini che contano poco e che non hanno modo di far sentire veramente la loro voce nella società, abbiamo percorso la via maestra che porta al regno di Dio. Da parte nostra l’amore per i figli tanto desiderati e attesi, è grandissimo e si rinnova ogni giorno: dapprima ha l’aspetto di rassicurante di un bambino piccolo con i suoi piccoli grandi bisogni, poi diventa il privilegio di assistere alla costruzione di un uomo nel mondo. “… ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.

Signore Gesù, tu che ci hai donato il comandamento dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo come strada per una vita buona e felice, ti ringraziamo per la grazia specialissima della sterilità feconda. Ci hai resi genitori e ci hai chiamato per affidarci la cura dei tuoi figli più piccoli, che, se possibile, amiamo anche più di noi stessi.

Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta

Signore Gesù, tu ci hai donato il comandamento dell’amore del prossimo, ti preghiamo per gli operatori dell’accoglienza, nelle fatiche e nelle difficoltà quotidiane del contrasto dell’abbandono. Sono un vero sostegno per i genitori in attesa.

Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme

Signore Gesù, tu ci hai donato il comandamento dell’amore di Dio, ti preghiamo per i bambini che non hanno una mamma e un papà e che vivono nell’attesa di conoscerli, perché sappiano rinnovare ogni giorno la speranza di trovare la loro famiglia.

Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe

Signore Gesù, tu ci hai donato il comandamento dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo come strada per una vita buona e felice, aiutaci a “… riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio (Papa Francesco)”.

Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio

Signore Gesù, tu ci hai donato il comandamento dell’amore del prossimo, ti preghiamo per tutti coloro che possono ascoltare i bambini abbandonati e i minori non accompagnati perché possano riconoscere il loro grido inascoltato e accoglierlo.

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