Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto!

Papa Francesco riflette ancora sulla sofferenza dei bambini.

In occasione dell’inaugurazione a Bangui (Repubblica Centrafricana) del nuovo centro sanitario dell’Ospedale Bambino Gesù, il Santo Padre ha inviato un videomessaggio ricordando quanto personalmente visto: «Non dimentico! – ha affermato Papa Francesco – Conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato nella breve visita all’ospedale in occasione del viaggio nel vostro Paese».

Certo con Francesco condividiamo quanto la sofferenza dei bambini sia senza dubbio la più dura da accettare, in qualunque forma essa si presenti: malattia, fame, violenza, abbandono, … .

Come ricorda Papa Francesco anche Dostoevskij si è posto la domanda: “perché soffrono i bambini?”; «Tante volte – confida Francesco – mi chiedo la stessa cosa: perché soffrono i bambini? E non trovo spiegazione. Solo guardo il Crocifisso e invoco l’amore misericordioso del Padre per tanta sofferenza».

All’invocazione Papa Francesco associa ora “un segno concreto di misericordia” che trova la sua origine nell’Anno Santo aperto nel 2015 proprio a Bangui; inoltre, invita a ricordare sempre che «esistono tanti segni concreti di bontà e di tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati. Esistono davvero dei protagonisti della carità che non fanno mancare la solidarietà ai più poveri e infelici» (Lett. ap. Misericordia et Misera, 17).

Le famiglie adottive e affidatarie, secondo la loro specifica vocazione e il loro peculiare carisma, possono rileggere come destinato anche a loro l’incoraggiamento di Papa Francesco – in questa occasione rivolto ai medici e ai sanitari – a svolgere la propria “opera di cura dei bambini, spinti dalla carità, pensando sempre al ‘buon samaritano’ del Vangelo: siate attenti alle necessità dei vostri piccoli, chinatevi con tenerezza sulle loro fragilità, e in loro possiate vedere il Signore”.

«Chi serve con amore – dice Francesco – serve Gesù che ci apre il Regno dei cieli. Quello che stiamo vivendo è il tempo della misericordia perché quanti sono deboli e indifesi, lontani e soli possano cogliere la presenza di fratelli e sorelle che li sorreggono nella necessità” (ibid., 21)».

Quanti esercitano l’accoglienza familiare – le famiglie adottive e affidatarie e coloro i quali collaborano ed operano per e con esse – sono quotidianamente chiamati ad essere “artigiani di misericordia”, un’immagine prossima alla “officina dei miracoli” con cui si osserva quanto accade e succede nella storia di tanti bambini grazie all’adozione o all’affido.

«Chi si prende cura dei piccoli – ha concluso Papa Francesco – sta dalla parte di Dio. Non dimenticate: chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto!».

Come nell’ammalato anche nell’abbandonatoc’è Cristo e nell’amore di chi si china sulle sue ferite c’è la via per incontrarlo!

(gi.fo)

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