Le cose di Dio sono eterne.

Il desiderio di eternità è presente nel nostro cuore; abbiamo tanto bisogno di “vere” sicurezze, di cose non transitorie … di parole e impegni che non si tradiscono, non si rinnegano.
Ma questo non fa parte della nostra natura, ma di quella di Dio: l’uomo ha un cuore “mutevole” e Gesù stesso parla nel Vangelo di questa domenica di “durezza del cuore”, che spesso ci fa rinnegare la verità. Non per cattiveria, ma per debolezza.
Questa è da sempre la storia dell’uomo, fin dal popolo eletto, che, come leggiamo nella Bibbia, tante volte promette fedeltà a Dio ma poi lo tradisce: “Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me” (Isaia 1, 2).
Dio invece è eterno e così tutto quello che nasce da Lui. Per questo abbiamo bisogno del suo aiuto per tutte le decisioni immutabili della nostra vita, come il matrimonio, perché la nostra debolezza sia da Lui cambiata in fedeltà, sia trasformata in “eternità”.
Da soli non lo possiamo fare: ecco allora che la nostra salvezza è esserne consapevoli e quindi accogliere “il regno di Dio come un bambino” bisognoso di essere aiutato e protetto.
Questo trasforma il nostro cuore instabile in un cuore che sa amare.
Per sempre, come fa Cristo con noi.
don Antonio
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