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Per noi coppie adottive “vegliare” significa mantenere fermo l’impegno dell’accoglienza.

Si rinnova anche per il mese di Dicembre la preziosa preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie, una proposta delle famiglie della comunità La Pietra Scartata che per tale iniziativa si ritrovano il primo sabato di ogni mese coinvolgendo le proprie parrocchie, i gruppi e le comunità locali.

Con particolare riferimento alla spiritualità dell’accoglienza adottiva e affidataria, insieme a 5 intenzioni per la preghiera del Santo Rosario, viene offerto un breve commento al Vangelo proposto dalla liturgia per domenica 3 Dicembre.

Il commento e le preghiere che accompagnano il brano del Vangelo di Matteo sono per il mese di Dicembre curate dai coniugi Mariateresa e Marco Poggiato del Gruppo Famiglie della Lombardia.

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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Il Commento di Mariateresa e Marco

Perché dobbiamo vegliare? Come dobbiamo vegliare? Chi ci aiuta nella veglia?

Noi crediamo che la scelta della veglia, dell’attesa mentre viviamo e  compiamo il nostro cammino di vita, sia necessaria, non solo per farci trovare pronti quando sarà il momento, ma perché vegliare significa ricordarci il senso della nostra vita: abbiamo scelto di metterci alla sequela di Cristo, vegliare significa quindi vivere seguendo la Parola di Dio.

Interrogarci sul motivo per cui vegliare, ci dà anche la risposta a “come” vegliare: per essere alla sequela di Cristo occorre ricordare qual è il comandamento più grande: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Il secondo è simile a quello: “Amerai il prossimo come te stesso” (Mt 22,34-40). Abbiamo scelto di essere famiglie accoglienti, famiglie che hanno deciso di ascoltare l’invito di Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

Allora per noi coppie adottive significa mantenere fermo l’impegno all’accoglienza, quella dei nostri figli, tutti, e quella nei confronti degli “altri nostri figli”, quelli che non potranno mai essere adottati; questo impegno è sostenuto poi da quello di quanti ci sono vicini e con cui condividiamo la scelta di essere a fianco dell’infanzia abbandonata.

Questa veglia, come la vita stessa, può avere momenti di grande gioia e altri di paura, preoccupazione e grandi incertezze. In questi momenti non dobbiamo temere di chiedere al Signore: “accresci la nostra fede”, pur certi che anche quando avremo fatto tutto quello che ci è stato ordinato diremo: “siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17,5-10).

La nostra veglia, la nostra sequela a Cristo, la scelta di  essere “servi inutili” significa mettere noi stessi a disposizione di Dio: allora Lui farà in noi, con noi e per noi, cose grandi, meravigliose; allora Lui mediante noi compirà nella storia cose, eventi impossibili nei quali non apparirà la nostra forza, la nostra bontà, la nostra bellezza, ma la Sua Forza, la Sua bontà e la Sua bellezza.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.

Signore, aiutaci a non smettere mai di amare, oltre ogni evidenza, tutti i nostri figli, vegliando con loro nel cammino della vita.

Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.

Signore, accresci in noi la fede certi che nei momenti di difficoltà, anche quando tutto sembra non avere più una direzione sicura, Tu ci sostieni e cammini al nostro fianco.

Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.

Siamo servi inutili: quando la vita ci sorride, donaci Signore la consapevolezza che le cose grandi e meravigliose sono opere tue che fai in noi, con noi e per noi.

Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.

Signore, donaci coraggio e tieni unite le nostre famiglie nei grandi e a volte imprevedibili, momenti di difficoltà della vita.

Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.

Signore, donaci la Grazia di vegliare insieme agli amici con cui stiamo camminando nella vita, certi che “dove due o tre saranno uniti nel mio nome” Tu sarai con noi.

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