Possiamo chiamare Dio ‘Papà’!

Gridiamo ‘Papà’ è il titolo della riflessione del presidente de La Pietra Scartata Marco Griffini proposta per introdurre i lavori della XII Giornata di studio e confronto per una spiritualità dell’adozione e dell’affido dedicata al tema Figli di Dio = figli adottivi. Una sorprendente equazione.

Un contributo poi pubblicato nel fascicolo n. 16 della rivista “Lemà Sabactàni?” che raccoglie e condivide quanto proposto in quell’appuntamento dedicato ad accostare ed approfondire il pensiero dell’apostolo Paolo e il suo esplicito ricorso all’esperienza dell’adozione per esprimere la relazione che consente agli uomini di rivolgersi a Dio non da ‘estranei’ ma in qualità di ‘figli’ (Rom 8,15-17).

Griffini, in avvio del proprio percorso, così si interroga: «siamo figli di Dio o lo diventiamo? E se figli di Dio ‘si diventa’, in che modo questo accade? Siamo figli di Dio o dobbiamo ‘diventare’ figli di Dio”?».

L’itinerario di approfondimento e ricerca proposto da Griffini coglie nella ‘nuova creazione’ del prologo del vangelo di Giovanni una prima, esaustiva, risposta; per Griffini “Giovanni da’ la sua risposta” mentre indica la modalità per ‘diventare’ figlio di Dio: accogliere Gesù, il figlio di Dio.

‘Figli di Dio’ sarebbero «quelli che nascono una seconda volta, non generati da un uomo e una donna (carne, sangue, volontà umana), ma da Dio stesso».

«Già si intuisce – procede Griffini – come l’esperienza adottiva abbia a che fare con questo ‘progetto di generazione’: ‘accogliere’, ‘credere’, ‘ne sangue ne carne’, ‘non volere di uomo’, ‘rinascere’, sono termini che fanno parte del patrimonio genetico di ogni genitore adottivo».

Griffini sviluppa il percorso riprendendo le diverse tracce sul tema proposte dall’apostolo Paolo, a partire dalla seconda lettera destinata ai cristiani di Corinto (2Cor 5,21), prima si giungere alla elaborazione della identità filiale e genitoriale per disponibilità e accessibilità adottiva, per reciproca e incondizionata accoglienza.

(gifo)

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