Vegliate!

Vegliate! Questo è il grido dell’Avvento!

Non è facile la vigilanza: come ascoltiamo nel Vangelo di questa prima domenica del tempo che ci prepara al Natale di Gesù Nostro Signore, è facile che le nostre vite si “appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”.

C’è una freschezza che nasce dall’incontro con Cristo, un desiderio di vita, di gioia, di andare verso l’altro, di donarsi, non solo alle persone, ma anche ai fatti che ci accadono, che sperimentiamo come qualcosa di naturale, non forzato.

Così che le difficoltà, le sofferenze, i fatti che non accettiamo o non capiamo non sono più un motivo di tristezza, talvolta di perdita di Speranza, di cinismo, ma con Cristo si trasformano in occasioni per vedere già oggi che Lui ha vinto anche le nostre “morti” quotidiane.

Allora il cristiano non teme nulla e non sarà mai di quelli che sono in ansia costantemente, anche “per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra”.

Non più vittime dei fatti che ci accadono, ma liberi di poterli accettare perché oramai siamo trasformati dall’incontro con Cristo.

don Antonio

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